La trippa

Priorale di Macerata 1775

pulizia delle fontane

16.1 - Nell’ottobre 1775, a Macerata viene notificato il divieto esteso a chiunque di introdurre le “trippe” e il “sangue” di animali macellati in altri luoghi, perché ciò potrebbe arrecare grave pregiudizio al macello pubblico nonché alla salute degli abitanti, dato il pericolo che possano essere macellati animali infetti (ASMC, Priorale di Macerata, Bandi, vol. 778, c. 345v)

16.2 - In una situazione in cui le fontane pubbliche erano l’unica possibilità di fruire dell’acqua, sono numerosi gli avvisi con indicazioni e restrizioni riguardanti il suo uso da parte della comunità: non sporcarla, non trasportarla altrove per venderla, non utilizzarla per attività artigianali… In questo proclama della Municipalità, nel primo momento dell’occupazione francese (10 giugno 1797), leggiamo che persone “poco curanti del bene pubblico” vi lavano tra le altre cose anche trippe, che, come possiamo immaginare, non giovavano di certo alla limpidezza dell’acqua nei vasconi.

Anche se nelle tabelle dei prezzi il costo della trippa non compare, doveva comunque essere abbastanza frequente sulla tavola degli anconitani, stando anche all’aneddoto che ci racconta Giovanna Caporaloni nel suo libro Le fonti dell’acqua facendo riferimento alla documentazione conservato nell'Archivio di Stato di Ancona.

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