Giacomo Casanova

Pila libri«Arrivai ad Ancona il 25 febbraio dell’anno 1744 sul fare della notte, nel migliore albergo della città. Soddisfatto della mia camera, dissi all’oste che volevo mangiare di grasso. Mi rispose che durante la quaresima i cristiani mangiano solo di magro. Allora gli dissi che il papa mi aveva dato il permesso di mangiare di grasso, e lui mi chiese di mostraglielo. Gli risposi che me lo aveva dato verbalmente, ma lui non mi volle credere; lo chiamai stupido, e lui mi disse di andare ad alloggiare altrove. Quest’ultima intimidazione dell’oste, che non mi aspettavo, mi fece saltare i nervi.

Imprecai e gridai, finchè non vidi un austero signore uscire dalla sua camera, dicendomi che avevo torto a voler mangiare di grasso, in quanto, ad Ancona, i cibi magri sono migliori; che avevo torto a obbligare l’oste a credere, sulla mia parola, che avevo il permesso del papa; che avevo torto, se veramente avevo il permesso, di averlo chiesto alla mia età; che avevo torto di non essermelo fatto mettere per iscritto; che avevo torto ad aver chiamato stupido l’oste, perché era padrone di non alloggiarmi; e che infine avevo torto a fare tanto baccano.»

G.Casanova, Storia della mia vita, 1785, vol. II, cap.I, Newton & Compton, Roma 1999

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